Il portatore di baci

Storia di un bacio affidato, consumato e riportato, nel tempo dei cavalieri e della cortesia: è un racconto sull’impegno, la sorpresa e la generosità dell’amore.

Il lettore di questa storia, o l’ascoltatore, si chiederanno come potesse essere spedito, o conservato, un bacio: non la parola, la notizia di un bacio, ma un bacio in sé, sostanziale. Riccio non se lo chiese, e non per discrezione, perché a quei tempi accadevano cose ed esistevano sostanze che oggi non ci sono o non si riconoscono più: di certe si è perduto persino nome, immagine e ricordo. Il bacio ha ancora un nome, ma lo si intende e pratica come cosa di rapporto e non sodo evento. Ancora si danno, si mandano baci, ma solo in traslatissimo senso, e nessuno penserebbe di mandarne uno come si manda una cosa… Sembrano cose difficili, scure: l’unica cosa chiara è che, oggi, a noi scarseggia il desiderio e manca la fede.

Belle doettechanson de toile
[Anonimo, XII sec.]

Amor potest/Ad Amoremmotetus
[Anonimo, Codex Montpellier, XIII sec.]

Amour et ma dame aussirondeau
[Adam de la Halle (circa 1230-1288)]

Fi maris de votre amourrondeau
[Adam de la Halle (circa 1230-1288)]

Huic main/Hec diesmotetus
[Anonimo, (XIII sec.)]

Laudemus Virginem /Splendens ceptigeracanon double
[Llibre Vermell de Montserrat — Anonimo (XIV sec.)]

J’ai les maus d’amours/Que ferai/In seculumrondeau
[Anonimo, (XIII sec.)]

La belle se sied au pied de la tourchanson
[Guillaume Dufay, (1397-1474)]

Or est Baiars a la pasturerondeau
[Adam de la Halle (circa 1230-1288)]

Ma belle dame souverainerondeau
[Guillaume Dufay, (1397-1474)]

Files à marierchanson
[Gilles Binchois, (1400-1467)]

Voci recitanti: Patrizia Ercole e Paolo Paolini